
Partecipanti: Marco Nardelli, Andrea Nardelli, Carlo Marella
Ora inizio: 9:54
Durata (min): 37
Profondità max (m.): 32
Temperatura min (°C): 19

Caricate le bombole al diving center di Palau ci dirigiamo verso il lato nord-est dell'isola di Caprera, più ridossato quando in arcipelago soffiano forte il maestrale o il ponente. In questa situazione meteo si può fare una bella immersione presso la Messa del Cervo. I giorni scorsi ci avevano preoccupato per un fastidioso vento di maestrale che rendevano increspato il mare. Oggi, invece, è una giornata magnifica e non c'è un alito di vento.
Ora inizio: 9:54
Durata (min): 37
Profondità max (m.): 32
Temperatura min (°C): 19

Caricate le bombole al diving center di Palau ci dirigiamo verso il lato nord-est dell'isola di Caprera, più ridossato quando in arcipelago soffiano forte il maestrale o il ponente. In questa situazione meteo si può fare una bella immersione presso la Messa del Cervo. I giorni scorsi ci avevano preoccupato per un fastidioso vento di maestrale che rendevano increspato il mare. Oggi, invece, è una giornata magnifica e non c'è un alito di vento.
Raggiungiamo Cala Coticcio e superata la punta scandagliamo il fondale alla ricerca del punto migliore per fermarci. Ancoriamo su un pianoro roccioso in leggero declivio verso il largo, a 15 metri di profondità. Qui una cresta sottomarina parallela alla costa digrada rapidamente fino a circa -35m. Prepariamo velocemente bombole, gav ed erogatori e li caliamo in acqua assicurati con delle corde al gommone per aumentare lo spazio utile sulla barca.
Poi, mentre Carlo è occupato nella calibrazione della sua zavorra, io e Andrea ci vestiamo rapidamente e scendiamo in acqua. Cominciamo ad esplorare il fondale alla ricerca del punto esatto in cui scendere pinneggiando per una cinquantina di metri.
Iniziamo a scendere non appena anche Carlo è pronto e sostiamo sul fondo a circa -16m. Perdiamo un po' di tempo a causa della sua maschera che continua a riempirsi di acqua costringendolo a riemergere per sistemarla. Appena tutto è a posto iniziamo a perlustrare il ricco fondale. Tenendo d'occhio la bussola e mantenendoci paralleli al costone proseguiamo pinneggiando a circa -20m.

Scorgiamo subito la tana di un grosso polpo che ci osserva spaventato con i suoi grandi occhi. Più in là alcune murene fanno capolino timide dalle loro tane e ci divertiamo a stuzzicarle un po'. Il fondale nel frattempo è sceso fino a circa -30m e le pareti sono ricche di briozoi, gorgonie e coralli. Una piccola cavità nasconde alcune colonie di spirografi e un grosso sarago.
A circa metà bombole aggiriamo il canyon sottomarino ed invertiamo la direzione per tornare indietro. Una grossa cernia si nasconde alla nostra vista rintanandosi in un grosso buco e resta a guardarci mentre la illuminiamo con le nostre torce.

In una fessura di una parete scorgo le lunghe antenne di una piccola aragosta e riesco a catturarla prendendola per le sue appendici. Ci giochiamo per un po' prima di lasciarla andare osservando il veloce guizzo con il quale si rintana nella roccia.
Io e Carlo abbiamo una leggera perdita dalle fruste del gav e abbiamo esaurito l'aria delle bombole più rapidamente. Così, mentre Andrea continua a perlustrare il bel fondale, io e lui cominciamo lentamente a risalire ed emergiamo dopo 38 minuti di immersione. Poi, mentre Carlo torna sul gommone per svestirsi, io e Andrea cerchiamo di recuperare il suo boccaglio, sfuggitogli prima di scendere e adagiatosi su una roccia a circa -12m dalla superficie.
Riemergiamo soddisfatti per la bella immersione ringraziando la fortuna per la bella giornata offertaci dopo qualche giorno di maltempo.
Poi, mentre Carlo è occupato nella calibrazione della sua zavorra, io e Andrea ci vestiamo rapidamente e scendiamo in acqua. Cominciamo ad esplorare il fondale alla ricerca del punto esatto in cui scendere pinneggiando per una cinquantina di metri.
Iniziamo a scendere non appena anche Carlo è pronto e sostiamo sul fondo a circa -16m. Perdiamo un po' di tempo a causa della sua maschera che continua a riempirsi di acqua costringendolo a riemergere per sistemarla. Appena tutto è a posto iniziamo a perlustrare il ricco fondale. Tenendo d'occhio la bussola e mantenendoci paralleli al costone proseguiamo pinneggiando a circa -20m.

Scorgiamo subito la tana di un grosso polpo che ci osserva spaventato con i suoi grandi occhi. Più in là alcune murene fanno capolino timide dalle loro tane e ci divertiamo a stuzzicarle un po'. Il fondale nel frattempo è sceso fino a circa -30m e le pareti sono ricche di briozoi, gorgonie e coralli. Una piccola cavità nasconde alcune colonie di spirografi e un grosso sarago.
A circa metà bombole aggiriamo il canyon sottomarino ed invertiamo la direzione per tornare indietro. Una grossa cernia si nasconde alla nostra vista rintanandosi in un grosso buco e resta a guardarci mentre la illuminiamo con le nostre torce.

In una fessura di una parete scorgo le lunghe antenne di una piccola aragosta e riesco a catturarla prendendola per le sue appendici. Ci giochiamo per un po' prima di lasciarla andare osservando il veloce guizzo con il quale si rintana nella roccia.
Io e Carlo abbiamo una leggera perdita dalle fruste del gav e abbiamo esaurito l'aria delle bombole più rapidamente. Così, mentre Andrea continua a perlustrare il bel fondale, io e lui cominciamo lentamente a risalire ed emergiamo dopo 38 minuti di immersione. Poi, mentre Carlo torna sul gommone per svestirsi, io e Andrea cerchiamo di recuperare il suo boccaglio, sfuggitogli prima di scendere e adagiatosi su una roccia a circa -12m dalla superficie.
Riemergiamo soddisfatti per la bella immersione ringraziando la fortuna per la bella giornata offertaci dopo qualche giorno di maltempo.