01 agosto 2005

Messa del Cervo - Caprera (SS)


Partecipanti: Marco Nardelli, Andrea Nardelli, Carlo Marella

Ora inizio: 9:54
Durata (min): 37
Profondità max (m.): 32
Temperatura min (°C): 19






Caricate le bombole al diving center di Palau ci dirigiamo verso il lato nord-est dell'isola di Caprera, più ridossato quando in arcipelago soffiano forte il maestrale o il ponente. In questa situazione meteo si può fare una bella immersione presso la Messa del Cervo. I giorni scorsi ci avevano preoccupato per un fastidioso vento di maestrale che rendevano increspato il mare. Oggi, invece, è una giornata magnifica e non c'è un alito di vento.




Raggiungiamo Cala Coticcio e superata la punta scandagliamo il fondale alla ricerca del punto migliore per fermarci. Ancoriamo su un pianoro roccioso in leggero declivio verso il largo, a 15 metri di profondità. Qui una cresta sottomarina parallela alla costa digrada rapidamente fino a circa -35m. Prepariamo velocemente bombole, gav ed erogatori e li caliamo in acqua assicurati con delle corde al gommone per aumentare lo spazio utile sulla barca.

Poi, mentre Carlo è occupato nella calibrazione della sua zavorra, io e Andrea ci vestiamo rapidamente e scendiamo in acqua. Cominciamo ad esplorare il fondale alla ricerca del punto esatto in cui scendere pinneggiando per una cinquantina di metri.

Iniziamo a scendere non appena anche Carlo è pronto e sostiamo sul fondo a circa -16m. Perdiamo un po' di tempo a causa della sua maschera che continua a riempirsi di acqua costringendolo a riemergere per sistemarla. Appena tutto è a posto iniziamo a perlustrare il ricco fondale. Tenendo d'occhio la bussola e mantenendoci paralleli al costone proseguiamo pinneggiando a circa -20m.



Scorgiamo subito la tana di un grosso polpo che ci osserva spaventato con i suoi grandi occhi. Più in là alcune murene fanno capolino timide dalle loro tane e ci divertiamo a stuzzicarle un po'. Il fondale nel frattempo è sceso fino a circa -30m e le pareti sono ricche di briozoi, gorgonie e coralli. Una piccola cavità nasconde alcune colonie di spirografi e un grosso sarago.

A circa metà bombole aggiriamo il canyon sottomarino ed invertiamo la direzione per tornare indietro. Una grossa cernia si nasconde alla nostra vista rintanandosi in un grosso buco e resta a guardarci mentre la illuminiamo con le nostre torce.



In una fessura di una parete scorgo le lunghe antenne di una piccola aragosta e riesco a catturarla prendendola per le sue appendici. Ci giochiamo per un po' prima di lasciarla andare osservando il veloce guizzo con il quale si rintana nella roccia.

Io e Carlo abbiamo una leggera perdita dalle fruste del gav e abbiamo esaurito l'aria delle bombole più rapidamente. Così, mentre Andrea continua a perlustrare il bel fondale, io e lui cominciamo lentamente a risalire ed emergiamo dopo 38 minuti di immersione. Poi, mentre Carlo torna sul gommone per svestirsi, io e Andrea cerchiamo di recuperare il suo boccaglio, sfuggitogli prima di scendere e adagiatosi su una roccia a circa -12m dalla superficie.

Riemergiamo soddisfatti per la bella immersione ringraziando la fortuna per la bella giornata offertaci dopo qualche giorno di maltempo.

26 luglio 2005

Secca del grecale (scoglio dei Monaci) - Caprera (SS)


Partecipanti: Marco Nardelli, Andrea Nardelli

Ora inizio: 12:16
Durata (min): 40
Profondità max (m.): 33
Temperatura min (°C): 16


Ubicazione: N 41° 12.949' E 09°30.986

Il mare è calmo e la giornata particolarmente calda. Raggiungiamo l'isolotto dei Monaci sormontato da un piccolo faro in mezzo al mare a circa un miglio e mezzo da Caprera.

Un nutrito branco di cormorani ha colonizzato questi scogli ricchi di pesce.

Cerchiamo il punto in cui si trova la secca, puntando la bussola a 78° come indicato dalle carte, e allontanandoci per circa un quarto di miglio dall'isolotto. Individuiamo l'imbarcazione di un centro diving che ha appena terminato l'immersione e ci collochiamo nello spazio di mare che culmina con un cappello a circa 14m sul quale caliamo l'ancora.

A grecale dell’Isola dei Monaci la secca si innalza da un fondale sabbioso a -33 mt. fino a -14 mt. dalla superficie ed è divisa in due da un canyon sabbioso. Ha una lunghezza da est verso ovest di circa 250 mt. La parte più interessante è quella a maestrale, battuta dalle forti correnti delle Bocche di Bonifacio ricche di nutrimento, che permettono la colonizzazione, per la gioia dei subacquei, di ampi ventagli di Paramuricea clavata.



È una delle secche dell’Arcipelago con più pesce, ed è chiamata anche “Muren City” per l’enorme quantità di murene. E' popolata da tutta la gamma di pesce stanziale (cernie brune e dorate, corvine, mostelle, saraghi reali, aragoste, ecc) ed è facile l’incontro con pesce pelagico (riccole, dentici, tombarelli, tonnetti).

Scendiamo lungo la cima dell'ancora raggiungendo il crinale del rilievo sottomarino e, fatto il punto con la bussola, iniziamo a perlustrare il fondo scendendo a circa -25m e continuando in senso antiorario. Nel punto più profondo, quando tocchiamo i -33m scorgiamo una bella parete orientata a nord ricca di gorgonie e dove numerosi saraghi si affacciano dalle tane. L'acqua in questo punto è particolarmente fredda, abbassando di circa 7° la temperatura superficiale, ma è anche straordinariamente limpida.

Concluso il periplo ci inoltriamo in uno stretto canalone in cui una bella murena ci osserva curiosa. Tornati al punto di partenza ci accorgiamo che l'ancora del gommone si è sganciata e penzola facendo andare l'imbarcazione alla deriva.



Ci soffermiamo a riposizionarla in modo più sicuro prima di continuare il giro di perlustrazione. In un tratto più profondo un branco di piccole cernie si allontana infastidita dalla nostra presenza.
Andrea scopre che il suo computer gli segnala una tappa di decompressione a -3m e si sofferma per 3 minuti a quella profondità. Restiamo nei dintorni per un'altra quindicina di minuti soffermandoci ad ammirare il ricco fondale e i numerosi pesci colorati che popolano il picco sottomarino. Risaliamo lentamente lungo la cima di ancoraggio terminando l'immersione dopo 40 minuti totali.

25 luglio 2005

Secca di Spargiotto - Spargi (SS)

Partecipanti: Marco Nardelli, Andrea Nardelli

Ora inizio: 15:09
Durata (min): 63
Profondità max (m.): 20
Temperatura min (°C): 22

Profilo immersione
Ubicazione: 41 14 972 N -- 09 19 364 E

Dopo aver rinunciato in mattinata a causa del mare ingrossato, riproviamo nel primo pomeriggio. Giungiamo sul posto verso le 14.30 e constatiamo che il vento si è stranamente calmato e così il mare. Ormeggiato il gommone nella parte più ridossata, cioè tra l'isolotto di Spargiotto e Spargi, ci cominciamo a preparare per essere pronti a scendere dopo una ventina di minuti.
Il fondale immediatamente sotto la barca è poco profondo, circa 8-9 m, e ricco di posidonie. Raggiunto il fondo, controlliamo rapidamente la bussola per fare il punto della posizione prima di proseguire. La secca è sul lato nordest dello scoglio, sul versante che guarda l'isola di Spargi, ed è composta di due montagne principali suddivise da un canalone profondo una decina di metri.



Essendo una rotatoria naturale è spesso frequentata da grossi pesci di passo, ricciole e dentici. Vi è inoltre un buona presenza di saraghi, murene, cernie di media grandezza e grossi polpi.Proseguiamo scendendo in direzione nord e in senso antiorario per esplorare il fondale e le pareti che qui cominciano a diventare interessanti, in quanto ricche di anfratti e cavità.



Scorgiamo un paio di tane di grossi polpi e più in là due belle murene. L'immersione è piacevole, l'acqua è calda e l'ambiente affascinante. Proseguiamo pinneggiando per qualche centinaia di metri scrutando tra le tane nelle rocce in cerca di animali interessanti. Ad un tratto si apre una grotticella comunicante nella quale mi introduco ammirando i giochi di luce creati dalle aperture. Sulla via del ritorno scorgiamo un'altra bella murena e un grosso scorfano rosso.
Emergiamo proprio sotto il gommone dopo 62 minuti di piacevole immersione e terminata la svestizione rientriamo rapidamente alla spiaggia di Cala Conneri.

17 luglio 2005

I picchi di Punta Coticcio - Caprera (SS)

Partecipanti: Marco Nardelli, Andrea Nardelli

Ora inizio: 12:07
Durata (min): 42
Profondità max (m.): 33
Temperatura min (°C): 15

Profilo immersione
Ubicazione: 41 13 218 N -- 09 29 372 E



A nord di Punta Coticcio sul lato est dell’Isola di Caprera s’innalzano da un fondale di 30 mt., a circa 40 mt. dalla costa, 2 guglie che arrivano a pochi centimetri dalla superficie. L’immersione offre uno degli scenari morfologici più belli di tutto l’Arcipelago. Intorno alle guglie si trovano grossi banchi di mannole e castagnole che completano lo spettacolo. L’immersione è alla portata di tutti per l’assenza di corrente ed è l’ideale per quando soffiano i venti prevalenti quali ponente e maestrale.
Ancoriamo il gommone subito dopo il promontorio in una piccola caletta riparata. Il mare intorno a noi è pieno di piccole meduse e prima di immergerci dobbiamo fare molta attenzione. Terminata la vestizione e controllata l'attrezzatura (sono due anni che non la uso), ci caliamo in acqua. Al momento della discesa ho alcuni problemi con il gav, forse anche a causa della zavorra non perfettamente calibrata, e Andrea attende circa due minuti sul fondo.
Una volta sceso cominciamo l'esplorazione: puntiamo subito al primo picco attraversando uno stretto canyon popolato di corvine e saraghi. Il fondale scende rapidamente fino a 30m e lentamente aggiriamo il rilievo ed esploriamo il secondo picco. L'acqua è molto limpida ma ho alcuni problemi con la maschera che continua ad appannarsi. Scorgiamo un grosso paguro che si nasconde sotto alcune pietre e tentiamo di catturarlo, ma invano. Più avanti scorgiamo alcune murene che fanno capolino dalle loro tane.
L'immersione continua tranquilla per circa 40 minuti e ripetiamo nuovamente il periplo dei picchi alla ricerca di alcuni cocci di anfore romane, carico di un relitto di nave romana che, a causa dell'ormai perfetto adattamento con l'ambiente circostante, non riusciamo ad individuare. La temperatura dell'acqua è abbastanza calda e solo a circa -27m, un termoclino porta il termometro a 15°.
La risalita è lenta e raggiunto il punto di ancoraggio della barca risaliamo lungo la cima facendo tappa a -3m per 5 minuti di decompressione. Un incredibile numero di castagnole volteggiano intorno al cappello dei picchi. Emergiamo soddisfatti per la bella e rilassante immersione.